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Giuseppe Sturiale

– Memoriale –

(24/07/1950 – 05/12/2015)

Medaglia d’Oro di Lunga Navigazione
Sposo, Padre e Nonno Esemplare

24/07/1950 – 05/12/2015

L’Onestà fu il suo Ideale,
il Lavoro la sua Vita,
la Famiglia il suo Affetto,
gli Amici la sua Forza.

Il suo Ricordo di Uomo
Semplice e Onesto sarà

Per Sempre dentro i Nostri Cuori.

Sei stato un Super Papà!
Il Dolore che hai Lasciato è Grande…

Ogni volta che tornavi da un viaggio era una festa.

La vita con noi non è stata per niente buona, sei andato via troppo presto e il dolore che hai lasciato è grande.

Noi vogliamo ricordarti così:

“Dobbiamo avere Speranza. Voglio combattere la mia malattia fino alla fine. Dovete essere Sereni perchè io lo sono…!

Da Te, Caro Papà, Abbiamo Imparato…
lo Spirito di Sacrificio, la Dedizione e la Costanza per il Lavoro.

Hai Amato il tuo Lavoro e nei tuoi colleghi hai lasciato un ricordo Unico e Speciale.

Andavi orgoglioso e fiero del lavoro che svolgevi e hai fatto in modo che non ci mancasse mai nulla nonostante i chilometri che ci dividevano.

Da te, Caro Papà, abbiamo imparato lo Spirito di sacrificio, la dedizione e la costanza per il Lavoro.

Rosario Bonaccorsi

Avevamo circa diciassette/diciotto anni e frequentavamo l’associazione cattolica del Carmine. Ci si riuniva in quei locali di via Galliano sotto il palazzetto delle monache, proprio a fianco del palazzo di Leonardi, a destra scendendo per intenderci.

Là si giocava a calcio balilla, a ping pong e durante le feste Natalizie anche a carte. Ma un gioco che ricordo e che mi fa sorridere al solo pensiero era quello di riunirci la sera tardi e sfidando il nostro indomito coraggio, si decideva di andare al cimitero a quell’ora tarda sapendo che non c’erano macchine e persone che transitavano nella zona, tra l’altro anche buia. Quindi esternando una esteriore baldanza e sicurezza ci si incamminava… gomito a gomito senza però farlo capire.

Arrivati sulla rampa, proprio davanti al cancello, illuminato da una fioca lampada, ad un segnale convenuto scappavano tutti a gambe levate tornando indietro e l’asciando di stucco uno del gruppo (di cui non faccio il nome) che, poverino rimaneva attanagliato dalla paura non sapendo dove scappare. Pippo Sturiale, a cui dedico questo racconto era velocissimo, forse il più veloce di tutti perché col suo fisico asciutto guizzava come una lepre. L’altro, quello che lasciavamo, lo vedevano più tardi all’associazione cattolica che imprecava contro tutti noi.

Oggi è un Direttore di macchina in pensione e quando ci incontriamo gli ricordo questa bravata che rasentava il bullismo… ma nel senso buono però. Con Peppino ne parlavamo anche quelle volte che ci siamo incontrati sul Castoro Otto della Saipem dove è stato imbarcato come motorista. Ecco questo è uno degli episodi che mi lega Lui. Ciao!


Egidio Cincotta

Avevamo circa diciassette/diciotto anni e frequentavamo l’associazione cattolica del Carmine. Ci si riuniva in quei locali di via Galliano sotto il palazzetto delle monache, proprio a fianco del palazzo di Leonardi, a destra scendendo per intenderci.

Là si giocava a calcio balilla, a ping pong e durante le feste Natalizie anche a carte. Ma un gioco che ricordo e che mi fa sorridere al solo pensiero era quello di riunirci la sera tardi e sfidando il nostro indomito coraggio, si decideva di andare al cimitero a quell’ora tarda sapendo che non c’erano macchine e persone che transitavano nella zona, tra l’altro anche buia. Quindi esternando una esteriore baldanza e sicurezza ci si incamminava… gomito a gomito senza però farlo capire.

Arrivati sulla rampa, proprio davanti al cancello, illuminato da una fioca lampada, ad un segnale convenuto scappavano tutti a gambe levate tornando indietro e l’asciando di stucco uno del gruppo (di cui non faccio il nome) che, poverino rimaneva attanagliato dalla paura non sapendo dove scappare. Pippo Sturiale, a cui dedico questo racconto era velocissimo, forse il più veloce di tutti perché col suo fisico asciutto guizzava come una lepre. L’altro, quello che lasciavamo, lo vedevano più tardi all’associazione cattolica che imprecava contro tutti noi.

Oggi è un Direttore di macchina in pensione e quando ci incontriamo gli ricordo questa bravata che rasentava il bullismo… ma nel senso buono però. Con Peppino ne parlavamo anche quelle volte che ci siamo incontrati sul Castoro Otto della Saipem dove è stato imbarcato come motorista. Ecco questo è uno degli episodi che mi lega Lui. Ciao!

 


Maria Rosaria Sturiale

Leggere tutto ciò mi riempe il cuore. Ha lasciato un ricordo speciale in ogni suo Amico.

Vi considerava una seconda famiglia, avete condiviso tanti momenti insieme, felici e non… ma siete rimasti sempre uniti perché tutti voi, insieme, eravate una grande squadra.

Grazie per questa dedica profonda…!!!

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